Consigli per produrre Produzione Strategie

Ora vi dico perché la vostra sceneggiatura non interessa a nessuno

Gli autori e giovani filmmaker che sono seri rispetto a ciò che fanno si prendono tempo per crescere e fare esperienza. Quelli ancora più seri alla fine decidono di mettere in piedi la loro società di produzione. In effetti, strutturarsi legalmente è parte davvero essenziale del processo di fare film.

Questo è un passaggio epocale direi e segna la netta differenza tra un hobby e un lavoro. Come dicevo da qualche altra parte, a nessuno piace mettersi in affari con chi non prende seriamente ciò che fa, giusto?

Fare un film è un processo lunghissimo, complicato e alla fine a nessuno mai importerà qualcosa se non a chi lo ho ideato. Anzi, ad essere precisi, a qualcuno potrebbe anche interessare a patto che l’operazione risulti “credibile”.

Leggete questa mail: vi suona familiare?

Ciao Paolo,

innanzitutto vorrei farti i complimenti per la tua iniziativa di Facciocinema che trovo molto interessante e ricca di spunti.
Come molti appasionati di cinema, anche io ho alcuni progetti interessanti nel cassetto e uno sono riuscito a trasformarlo anche in sceneggiatura. Il mio problema è che non riesco a trovare nessuno che lo voglia produrre.

Io non capisco molto di produzione. Se ti mandassi la sceneggiatura la leggeresti per darmi un parere? Magari mi potresti aiutare a produrla? Secondo me è davvero un gran ben progetto!

Ti ringrazio, fammi sapere.

Marco P.

Ignorare le richieste irragionevoli

C’è da essere onesti qui, una volta per tutte: a parte la scorciatoia che il nostro Marco sta cercando per avere vita facile con il suo film, il vero problema è che quello che sta chiedendo è un compito molto, molto faticoso. Anche se mi fa piacere (normalmente) leggere i lavori altrui, non mi entusiasma l’idea di usare anni e anni per cercare di produrre un film di qualcuno che non conosco, di cui non so nulla e che soprattutto non dimostra di prendere seriamente ciò che fa.

Non voglio sembrare antipatico o altro, per carità. L’idea di mettere da parte quello che sto facendo per produrre il film di Marco non è per nulla attraente. E probabilmente non ha neppure senso economico.

La maggior parte dei produttori, registi o filmmaker in generale sono già carichi di progetti su cui stanno lavorando. L’unico vero motivo per cui smetterebbero di fare quello che stanno facendo è se un altro progetto fosse più promettente del loro.

(Rileggete più volte questa frase se necessario)

Cosa ci guadagno?

Ecco come la mail potrebbe sicuramente attrarre l’attenzione di un produttore:

Ciao Paolo,

innanzitutto vorrei farti i complimenti per la tua iniziativa di Facciocinema che trovo molto interessante e ricca di spunti.
Qualche mese fa, dopo un ultimo rifiuto su un progetto che ho scritto anni fa, ho deciso di prendere in mano la situazione e provare a svilupparlo da solo
.

Ho creato la XXX produzioni, ho protetto l’idea sotto il mio marchio, ho spogliato la sceneggiatura e fatto un budget e ho iniziato a proporla ad alcuni attori e investitori. Devo dire che le cose sono andate anche meglio del previsto, tanto che ora ho lettere d’interesse di X e Y nei ruoli principali, e grazie a loro ho già recuperato €200.000 da finanziatori privati! Tra l’altro sui social, grazie a queste esposizioni, possiamo avere un bacino di partenza di 400.000 utenti.

Sto cercando adesso un coproduttore che possa aiutare magari con finanziamenti Mibact e spese marketing per distribuzione tradizionale e VOD. Ho un business plan abbozzato ma credibile del quale mi farebbe piacere discutere con te magari. 

Avresti tempo per una chiaccherata al telefono o una videochiamata?

Ti ringrazio, fammi sapere e a presto.

Marco P.

Notate la differenza?

In questo esempio, Marco ha dimostrato caparbietà, intraprendenza e coraggio facendo tutti i passi necessari per trasformare la sua idea in un prodotto vero. Ha pensato a un cast, ha fatto un budget, ha contattato attori e investitori e si è fatto un’idea di come produrlo. Ha poi fatto una ricerca su di me e mi ha fatto una proposta specifica.

Dal punto di vista professionale, Marco ha attirato la mia attenzione rispondendo alla domanda:

“Cosa ci guadagna Paolo?!?”

Sulla base della sua email, se volessi aiutarlo potrei negoziare per ottenere:

  • Un caché per consulenze
  • Un credito nel film
  • Un nuovo collaboratore e/o amico
  • Una percentuale di vendita

Il punto è che con la sua ultima email, Marco mi ha fatto pensare che lavorare insieme a lui possa essere complementare al mio lavoro attuale e non una semplice distrazione.

È davvero indispensabile avere una casa di produzione per essere credibili?

Dunque, mettiamola così: nel mondo non ufficiale del nobudget, dove i film vengono fatti praticamente in amicizia, non vengono venduti o proiettati se non nelle parrocchie di paese e finiscono poi su qualche sito raccimolando cento euro, probabilmente la risposta è NO. Si può dire di essere nell’ambito hobbistico, tutto sommato, e quindi senza reale fine di lucro.

Per tutti gli altri casi, però, la risposta è SI! Anche se fosse girare un film in 10 giorni con tre attori (pagati), cinque maestranze e poca attrezzatura. Se volete VENDERE il film, DISTRIBUIRLO in sala o firmare con un SALES AGENT o una DISTRIBUZIONE TRADIZIONALE è indispensabile che ci sia una entità produttrice.

Per questo motivo, mettere in piedi (o affidarsi a) una casa di produzione legittima il progetto e tutti i passi necessari per portarlo a termine. Prima però di cominciare a mandare mail a tutto spiano per cercare investitori è bene sapere quali sono i passi necessari per partire.

Come autore/produttore/regista, nel momento in cui cominciate a mettere insieme il vostro progetto dovete sapere che STATE LAVORANDO. Di solito viene fatto un biglietto da visita e un sito, ci si fa conoscere e si inizia a fare i primi, grandi errori. Come decidete di procedere (con una casa di produzione vostra o di qualche conoscente) può avere conseguente legali e fiscali diverse.

Prima di produrre un (piccolo) film o di parlare con qualche investitore, dovreste schiarirvi le idee su come procedere e proteggere il vostro percorso e i vostri materiali. Qualche avvocato del settore andrà bene (di solito) anche se tenderà a terrorizzarvi con aspetti molto, molto complicati. Allo stesso modo, sarà importante avere un colloquio con un consulente del lavoro e un commercialista per capire al meglio come pianificare il proprio budget e il conseguente rientro di spese.

Va da sé che per fare le cose ammodino non si potrà partire da un filmone alla Titanic a meno di non avere grandissime risorse a disposizione. Per questo il piano deve essere a lungo termine: creare qualcosa di piccolo, passo dopo passo, in modo costante e coerente con il percorso che si vuole tenere.

Se l’intenzione è quella di lavorare nel cinema però, bisogna cominciare a capire che il cinema è un lavoro.  Quindi è naturale che quando si cercano soldi si debba essere affidabili e non hobbistici. Ecco perché normalmente le sole sceneggiature non interessano a nessuno a meno che non si abbia un curriculum produttivo già avviato.

È brutale a dirsi, ma scrivere una sceneggiatura non serve a niente quando siamo sconosciuti e non abbiamo un percorso: può solo essere utile da mandare a qualche concorso e sperare nella fortuna di vincerlo. Anche in quel caso, però, le speranze produttive saranno molto, molto basse.

CONCLUSIONI

Se volete che le vostre sceneggiature siano prese in considerazione da qualche produttore cercate prima di costruirvi un percorso credibile fatto di gavetta, esperienze e piccole produzioni. Inutile avere la sceneggiatura del secolo se non conoscete nessuno. Se invece vi siete sbattuti bene in passato (pur senza diventare i nuovi Paul Schrader) e avete il vostro nuovo lavoro che scalpita nel cassetto, cercate di anticipare fin da subito i problemi produttivi e promozionali, e di rispondere in modo ONESTO e CREDIBILE alla domanda “cosa ci guadagna il produttore dal mio progetto?” . Cercate di far intervenire al più presto una casa di produzione amica o createla voi: potrete cercare investitori privati ed eventuali co-produzioni. Fate lo spoglio, stilate il budget e cercate attori da coinvolgere.

Tutti questi passaggi vi renderanno molto più credibili agli occhi di chi dovrà mettere soldi e vi allontanerà dall’aura di sfiga di chi manda mail a vuoto sperando nella bontà di qualche “produttore” improvvisato.

 

2 Commenti

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  • Però nel titolo dovresti dire perché non interessa “a te” – Ovviamente sei giovane e capace, ma non hai (ancora) potere e capisco che dovresti davvero credere in un progetto per iniziare il lavoro che ti sarebbe richiesto (ma se nemmeno leggi i progetti per pregiudizio pure tu “ndo vai?” haha). Io sono andato da produttori importanti e alcuni dei miei progetti sono stati opzionati senza tutte queste manfrine. Avere vinto dei festival prima probabilmente mi ha aiutato. Comunque non sono i produttori improvvisati che possono dire si, al contrario, anche se è vero che non è facile farsi leggere da quelli famosi. Il consiglio che do sempre ai miei allievi è di avere un progetto perfetto perché una seconda possibilità non c’è quasi mai. Siate obiettivi con voi stessi e siate consapevoli che il primo progetto che si scrive è il peggiore della vita di ogni scrittore. Quando lo finite iniziatene un altro, il primo probabilmente è da buttare.

    • Ha ragione lui. Nell’arte non esiste il valore oggettivo. Non conta tanto quello che fai, ma quanto sei in grado di imporlo ad un pubblico più o meno ampio. Se io dipingo un quadro con lo stile del cubismo è una schifezza, lo stesso quadro dipinto da Picasso è un’opera d’arte. Se io scrivo un romanzo d’amore non lo legge neanche mia madre, se lo scrive Chiara Ferragni in una settimana vende 200.000 copie. Se io scrivo una sceneggiatura non riesco neppure a farla leggere, se la scriveva Camilleri veniva automaticamente prodotto un film senza che nessuno dicesse baf.
      Ha più successo una persona che per meriti pregressi, anche in altri campi, o per spiccato carisma personale riesce ad avere un seguito di followers (e non mi riferisco solo all’ultimo decennio con i social network informatici) e coltivarlo ed è in grado di fiutare quali filoni potrebbero essere seguiti dalla massa e beccare il periodo giusto. Questo tipo di persone sono i Re Mida dell’arte, tutto il resto va a cooptazione.
      Quello che si potrebbe fare alla base (e non so se c’è, ma nel caso non sono riuscito a trovarlo neppure in rete) è avere un luogo virtuale di incontro di idee e professionalità per ragionare sullo sviluppo di determinati soggetti (ancor prima che sceneggiature) e capire se ci sono margini per la proposta al pubblico.