Produzione

Sei consigli per il regista alla prime armi

Quando si tratta di dirigere un film (grande o piccolo che sia), si diventa responsabili di qualsiasi cosa succeda prima, durante e dopo il set. E tra tutte le cose che ci sono da fare è facile rallentare drasticamente la velocità non appena i riflettori si spengono...

Avete fatto del vostro meglio per scrivere (o trovare) una sceneggiatura che avesse senso e avete venduto l’anima al diavolo per trovare attori e collaboratori che vi seguissero. Pensate che il peggio sia passato? Direi proprio di no…manca la cosa più importante: FARE IL FILM!

Lezione 1 – Sappiate quello che volete esattamente

Cercate di girare solo quello che sapete essere utile per il montaggio. Evitate il “magari serve” o il “già che ci siamo facciamo anche questa”. Cercate di avere un’idea molto precisa di come verrà montato il film e girate le coperture giuste. Più sarete precisi in questa fase, più sarete veloci nella post, sia che la facciate voi sia che la passiate a una terza persona.

Questo processo ha bisogno di sicurezza e decisionalità, caratteristiche imprescindibili di ogni buon regista (anche quando sbaglia). Se non siete sicuri di qualcosa circondatevi di gente che abbia voglia di dare pareri, ma poi predete voi l’ultima decisione. Ci sarà il vostro nome sul progetto, quindi la responsabilità è vostra dal minuto uno fino ai titoli di coda. Questo è un concetto che spesso sfugge: regista non è solo colui che dirige il set (Hitchcock alle volte neanche stava sul set), ma è sicuramente il resposabile di tutte le fasi creative e decisionali che portano alla realizzazione del film. Quindi dalla sceneggiatura alla finalizzazione.

Lezione 2 – Siate diplomatici

Dirigere persone è lavoro molto delicato, figuriamoci con persone creative come quelle dell’ambiente cinematografico. Ci sono gli sbrigativi, quelli che intellettualizzano sempre, quelli che tendono a voler sempre aver ragione. Le personalità complicate possono davvero danneggiare il set e uccidere il morale della troupe e la passione verso il progetto. Non appena però inziate a compiacere troppo le idee altrui per mantenere la calma, rimanete invischiati in un guazzabuglio di decisioni potenzialmente dannose perché molto diverse tra loro. Essere diplomatici vuol dire avere la consapevolezza del proprio ruolo facendo alle volte anche credere che si stanno assecondando le idee altrui.

Lezione 3 – Sprizzate ottimismo da tutti i pori

Magari siete arrivati al dodicesimo giorno di riprese e preferireste lanciare la camera in testa al vostro attore anziché continuare a girare per altri 6 giorni. L’Ego è una brutta bestia e sono sicuro che preferireste lasciare tutti lì, in difficoltà, per dimostrare quanto voi (e solo voi), siete importanti per il progetto. Eppure c’è una grande vera verità: se rimarrete al comando avrete il credito sul film, se abbandonerete sarete ricordati come quelli che hanno lasciato a metà. Dovete SEMPRE trovare il modo di essere le persone più positive possibili, motivate a fare un bel  lavoro e sicuri del risultato finale. Non importa quando difficile potrà diventare il set, non importa se dovrete fare un passo indietro al vostro Ego.

Quando si tratta di decidere l’andamento del set, non importa quello che succede: voi siete quelli che devono prendere le decisioni. Quindi anche se il vostro DP vuole un Primo Piano ma voi sapete che non serve, dovete avere la forza di portare avanti le riprese. Così è, punto e basta.

Lezione 4 – Non esagerate con le coperture

Quando si è alle prime armi come registi, il pensiero è quello di cercare di girare il più possibile per non trovarsi a secco in fase di montaggio: totali, campi medi, primi piani, dettagli, angoli diversi, piani d’ascolto; insomma, il tentativo è quello di girare da ogni punto utile che venga in mente… Non c’è bisogno di tutto questo: non perdete tempo. Quando fate un montaggio mentale (o ancora meglio uno storyboard o anche un piccolo animatic) saprete subito di cosa avrete bisogno per girare la scena a dovere.

Dovete stare attenti però: alla volte anche in fase di storyboarding è facile farsi prendere la mano e infilare inquadrature su inquadrature. Se volete fare le cose per bene, cercate di non andare mai sopra 8-12 posizioni macchina al giorno. E che non siano troppo distanti tra loro…Finché non raggiungerete una fama tale da poter avere un budget adeguato, dovete cercare di mantenere il massimo livello qualitativo che potete permettervi, cioé poche inquadrature.

Lezione 5 – Cercate la performance

L’era digitale ha creato il mostro della mentalità “costa poco”. È una mentalità molto pericolosa perché ci permette di sottostimare i veri costi del fare film. È importante avere le idee chiare e prendere decisioni specifiche velocemente per non perdere tempo ed esaurire le persone. Nonostante il digitale, gli attori e le loro performance hanno una durata specifica (soprattutto nel micro e nobudget). Quindi, anche se è giusto lasciar la camera girare di più durante la scena, non possiamo permetterci di abusarne o altrimenti otterremo l’effetto contrario di una performance giusta.

Quando l’attore è nel mood giusto interrompere la scena potrebbe essere distruttivo

È a quel punto che vale la pensa lasciar la camera accesa: si sente quando la performance c’è e a quel punto è probabile che non avrete bisogno di altro. Se l’inquadratura funziona siete a posto: non c’è bisogno di quel Primo Piano che il DP vuole insistentemente per il proprio showreel. Non perdete tempo. Avete un film da finire.

Lezione 6 – Ricordate i collaboratori

Direttori della fotografia, scrittori, fonici, attori…queste sono solo alcune delle persone con cui vi troverete a lavorare se continuerete a cimentarvi con il cinema. Quelle buone saranno persone da incontrare più di una volta su un set; saranno persone da coinvolgere per mille altri progetti. Quelle meno buone saranno da tenere nel cassetto, da lasciar digerire e capire se nel futuro potranno essere utili per qualche nuova collaborazione. I rapporti umani non sono mai facili, tantomeno in ambienti stressanti come questi.

Se poi avete la fortuna di avere una mente registica e montatrice, e trovare collaboratori dello stesso livello, allora siete davvero a cavallo. Programmare le riprese e lavorare sarà un processo liscio come l’olio. Certo, è difficile trovare persone con cui essere DAVVERO in sintonia, ma così è la vita: dobbiamo imparare a gestire il tempo, le risorse e le emozioni per portare a termine il lavoro nel migliore dei modi.

Ogni strada è giusta per arrivare al nostro risultato.

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