Sceneggiature Scrittura

GLI SLUG LINE o “SOTTO INTESTAZIONI”

Slug in inglese ha più significati. Può indicare un lumacone (l’animale) o essere usato in senso metaforico come nell’espressione “You’re a real slug” che vuol dire “Sei proprio un lumacone”. Lo “slug line” o “slugline” nella sceneggiatura invece indica una “sotto intestazione” all’interno di una scena. Non è una intestazione di scena, e non lo deve essere.

Che cosa è lo SLUGLINE

Si tratta di una, due o tre parole scritte in maiuscolo a sinistra del foglio per focalizzare l’attenzione su di una immagine. Se vogliamo che l’immagine riprenda un personaggio specifico che fa delle azioni allora si metterà a sinistra del foglio, in maiuscolo “SU…” seguito dal nome del personaggio sempre in maiuscolo oppure semplicemente, il nome del personaggio stesso.

Quando si cambia l’inquadratura allora si ritorna alla scena nella quale lo slugline è inserito con “BACK TO SCENE” o in italiano “RITORNO ALLA SCENA”.

Eccovi un esempio:

INT. CASA DI GIULIA, SALA DA PRANZO –  NOTTE
La casa è immersa nel buio, dalle tende tirate entrano solo tenui riverberi di luce.

SU GIULIA
Si muove  a tentoni, gli occhi sgranati, le labbra strette, le braccia tese  in avanti. 

RITORNO ALLA SCENA
Le tende si gonfiano all’improvviso, sbattono sulla consolle e fanno cadere un soprammobile.

Le azioni e/o le descrizioni non devono essere scritte sulla stessa riga dello slugline, esse devono essere scritte al di sotto dello slugline,  in un nuovo paragrafo, saltando una riga. Una volta che abbiamo terminato di far vedere ciò  su cui ci volevamo focalizzare, bisognerà indicare che ritorniamo alla scena dell’intestazione di scena, saltando una riga e scrivendo in maiuscolo RITORNO ALLA SCENA.

A cosa può servire lo SLUGLINE?

  • A focalizzare l’attenzione su qualcosa di molto importante nella scena che stiamo scrivendo.
  • A vivacizzare la scena, animarla meglio, movimentarla meglio.
  • Ad animare il ritmo della scena.
  • A non usare indicazioni di regia.

 A cosa NON SERVE lo SLUGLINE

  • A cambiare il luogo della scena
  • A cambiare il tempo della scena

Regole di base

Gli slugline sono utili a condizione di essere usati con parsimonia, troppi slugline  potrebbero rallentare il flusso del racconto e anche confondere il lettore. Se abbiamo bisogno di inserire molti slugline, cerchiamo sempre di separarli con almeno un paio di paragrafi di descrizioni.

Non bisogna mescolare slugline e righe di dialogo. Lo slugline  serve a focalizzare un’immagine o più immagini, se aggiungiamo dei dialoghi all’interno di esso, il lettore rischia di confondersi. Ricordiamo sempre  che la sceneggiatura è destinata  a dei lettori che non conoscono la nostra storia, che leggono tonnellate di sceneggiature e che, se non capiscono cosa succede nel film, scarteranno la nostra sceneggiatura senza porsi troppi problemi. E noi questo non lo vogliamo!

IN DETTAGLIO:  DIVERSI TIPI DI  SLUGLINE

  • IL PUNTO DI VISTA DI UN PERSONAGGIO (P.O.V.)

Quando la ripresa vuole indicare il punto di vista di un personaggio, quando cioè vogliamo far vedere ciò che il personaggio vede, lo slugline  deve indicare il nome del personaggio seguito da P.O.V. (Point Of View) in italiano il punto di vista. Visto che abbiamo specificato il punto di vista del personaggio con P.O.V. non bisogna più indicare il personaggio nelle descrizioni, basterà descrivere ciò personaggio stesso lo vede.

Ad esempio:

CARLO P.O.V.
Un enorme massa informe, melmosa e di colore antracite, emerge dall’acqua torbida, illuminata dai sinistri raggi lunari.

RITORNO ALLA SCENA

  • IMMAGINE ATTRAVERSO UNA TELECAMERA/TELESCOPIO/BINOCOLI ECC…

Se vogliamo indicare ciò che vede un personaggio, o ciò che si vede attraverso un telescopio, una macchina fotografica, una telecamera o anche dei binocoli o altri tipi di “lenti” lo dobbiamo indicare dopo aver specificato chi vede l’immagine (se a vedere l’immagine è un personaggio specifico).

Ad esempio, riprendendo l’esempio precedente adesso vogliamo far vedere che Carlo guarda la Luna con un telescopio.

CARLO P.O.V. – OCULARE DEL TELESCOPIO
I crateri della Luna appaiono nitidi e ben illuminati di luce argentea.

RITORNO ALLA SCENA

  • GLI INSERTI

L’inserto è un dettaglio mostrato al lettore senza che appaia un personaggio in particolare come, ad esempio, il titolo su di un giornale, una targhetta con il nome su di una porta, o ancora l’intestazione su di una lettera, l’indirizzo su di una busta, qualcosa che un personaggio tiene di mano,  ecc…

L’inserto in sceneggiatura si chiama “INSERT” (in inglese) e deve essere evidenziato con uno slugline sempre maiuscolo e deve specificare a che cosa si riferisce l’inserto. In una  sceneggiatura in italiano possiamo mantenere la dicitura inglese, oppure tradurla con INSERIRE DETTAGLIO, come nell’esempio seguente

INT. CASA DI PAOLO, SALONE – GIORNO
Paolo siede sul divano, apre il giornale.

INSERIRE DETTAGLIO – TITOLO DEL GIORNALE
“METRO CHIUSA A ROMA PER ALLAGAMENTI” in prima pagina sopra una foto a colori della metropolitana allagata.

RITORNO ALLA SCENA

ALTRI TIPI DI SLUGLINE

MONTAGE, MONTAGE VARIOUS, INTERCUT, LE TELEFONATE E ALTRO… sono tutti tipi di slugline che meritano approfonditi incontri separati che approfondirò in un altro articolo.

Buona scrittura!

Claudia Marinelli

Claudia Marinelli è blogger, drammaturga, scrittrice di romanzi e sceneggiatrice di diversi corti tra cui il fortunato Un amato funerale regia di Luca Murri, con Milena Vukotic e fotografia di Daniele Ciprì. Ha imparato a scrivere sceneggiature con lo sceneggiatore americano Irv Bauer e in seguito con due corsi con Christine DeSmet presso l’Università del Wisconsin. Ha pubblicato due romanzi “950 49th Street Brooklyn, New York – uno spaccato d’America al femminile” e “La corsa e l’infinito”, romanzo di avventura e fantascienza, corredato da una piccola appendice di ricette fantascientifiche. È stata lettrice per case di produzione inglesi, per un sito americano per sceneggiatori e per un Festival di cinema.

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