Sceneggiature Scrittura

TUTTO SULLE INTESTAZIONI DI SCENA – PARTE II

Pronti per sapere proprio tutto su ciò che c’è da sapere sulle intestazioni di scena? Scopriamo insieme gli ultimi dettagli per scrivere una sceneggiatura professionale.

FADE IN:

Cosa si mette dopo INT. o EXT.?

Il luogo generico

Dopo aver definito all’inizio della riga se la scena si svolge all’esterno o all’interno, bisognerà indicare al lettore dove ci troviamo, dove si svolge la scena, il luogo generico.

Lasciare un semplice spazio dopo INT. o EXT.

La seconda parte dell’intestazione permette di sapere dove siamo ad esempio in un appartamento, in una casa, in un parco ecc… ecco come scrivere:

INT. GRANDE CASA COLONIALE

Oppure

EXT. PARCO CITTADINO

Il luogo più specifico

Dopo il luogo generico, se avete bisogno di essere più specifici, potete mettere una virgola o un trattino e indicare il luogo più specifico sempre all’interno del luogo generico. Ad esempio:

INT. GRANDE CASA COLONIALE, SALONE

Oppure

EXT. PARCO CITTADINO, BORDO DEL LAGHETTO

Luoghi molto specifici: città, nazioni ecc…

Se avete bisogno di far sapere al lettore che la storia si svolge in una città o nazione specifica in una intestazione di scena, inserite il nome della città o della nazione subito dopo INT. o EXT. nella prima scena che si svolge in quella città o nazione, nella prima intestazione di scena. Per esempio:

EXT. ROMA, GIANICOLO – GIORNO

Se in seguito la storia si svolge per molte scene o per tutta la sceneggiatura a Roma, non avrete più bisogno di ripeterlo nelle intestazioni di scena seguenti.

Se invece la storia da Roma poi si sposta ad esempio a New York, allora dovrete specificare nella prima intestazione di scena della prima scena a New York, il nome della città, ad esempio:

EXT. NEW YORK CITY, CENTRAL PARK – GIORNO

Ricordiamoci sempre che scriviamo per essere letti e che il lettore deve subito capire dove si svolge la storia, senza doverci riflettere o rileggere, cerchiamo di essere sempre chiarissimi.

Quando mettere più luoghi separati da /

Quando ad esempio vogliamo usare più luoghi specifici di uno stesso luogo generico, possiamo enumerarli e dividerli con uno /

Per esempio:

INT. CASA DI ROBERTO, SALONE/CAMERA DA LETTO/BAGNO

Oppure

INT. MINISTERO, UFFICIO DI ROBERTO/UFFICIO DEL DIRETTORE

Non ci sarà bisogno allora di mettere più intestazioni di scena, se i personaggi passeranno da un luogo all’altro, basterà, nelle righe di azione/descrizione, far capire al lettore che il o i personaggi si spostano da una stanza all’altra.

Questo modo di scrivere le intestazioni di scena fa sicuramente risparmiare spazio,  se il o i personaggi cambiano luogo più volte e in poco tempo (ad esempio delle scene di azione, sparatorie, inseguimenti ecc…), e permette al lettore di seguire la storia senza dover interrompere la lettura per leggere ogni due o tre righe, una intestazione diversa…

MA ATTENTI!

Non usate questo  tipo di intestazione di scena per qualsiasi storia all’interno di un luogo, solo perché volete risparmiare spazio. La scelta deve essere funzionale e se ad esempio, la scena in salone dura un paio di pagine, io consiglio di cambiare intestazione, specificando il luogo più preciso anche se è all’interno dello stesso luogo generico.

Perché?
Ricordiamoci sempre che stiamo scrivendo per un lettore che non conosce la nostra storia: è importante che lui capisca al volo dove si trovano i personaggi. Mettere una intestazione di scena dove scriviamo due luoghi specifici diversi, e dove i personaggi cambiano luogo dopo due minuti, potrebbe confondere il lettore, che magari non capirà bene dove si svolge l’azione e dovrà ritornare indietro a rileggere l’intestazione di scena scritta due pagine prima.

Intendiamoci, non è uno sbaglio, certo che l’intestazione è giusta, ma non è “comoda”. Noi desideriamo essere letti fino in fondo, e desideriamo distinguerci dal resto delle sceneggiature che vengono lette, e per questo teniamo sempre, sempre a mente che il lettore non deve faticare per capirci.

Ricordare ancora che le intestazioni di scena non devono essere più lunghe di una riga.

In movimento

Che succede se la scena che scrivete si svolge dentro a un luogo che si muove?

Se la scena si svolge all’interno di una macchina, o di un treno in movimento, bisognerà specificare nell’intestazione di scena che la macchina si muove. Ad esempio:

INT. MACCHINA DI ELENA (IN MOVIMENTO)

Se la macchina è una decappottabile,  i personaggi stanno all’aperto, allora non siamo più all’interno ma all’esterno. Ecco l’intestazione di scena di “Pulp Fiction” quando Vincent corre con Mia in overdose in macchina verso la casa di Lance:

EXT. VINCENT’S HOT ROD (MOVING) – NIGHT

Per aerei, navi, battelli e barche, si metterà semplicemente INT. o EXT. se la scena si svolge all’interno dell’aereo o della nave o all’esterno dell’aereo o della nave senza indicare il movimento nell’intestazione.

Ecco qui un  esempio preso dal film “Flight”:

INT. PASSENGER CABIN – DAY

The passengers are rattled like a bag of marbles.

E un secondo esempio preso da “All is Lost”:

EXT. COCKPIT OF THE BOAT – NIGHT

Our Man tries to sleep as the water in the cabin sloshes around.

Il tempo

GIORNO – NOTTE

Dopo aver specificato se ci troviamo all’interno o all’esterno e in che luogo ci troviamo bisognerà mettere un trattino e aggiungere il tempo, in che momento della giornata si svolge la scena.

Consiglio di mettere o GIORNO o NOTTE  ed evitare di mettere tramonto, alba, pomeriggio, mattina ecc…  Il tempo serve a capire se la scena si svolge alla luce del giorno o meno, altre informazioni temporali possono essere suggerite nelle righe di descrizione/azione.

Il tempo serve anche al Direttore delle fotografia, per questa importantissima figura in fase di pre-produzione e sul set è importante sapere se la scena si svolgerà alla luce del giorno o meno, non è importante sapere se si svolge di mattina o di pomeriggio.

Spessissimo le scene al tramonto si girano all’alba, per problemi di luce, e basterà descrivere nella riga di azione/descrizione, se la luce è importante per la scena e la storia, le tonalità e la luce che accompagna la scena.

Ad esempio se la scena si svolge all’alba, all’esterno, si potrebbe scrivere:

EXT. FORESTA DI CASTAGNI – GIORNO

La luce velata del giorno appena nato filtra attraverso le fronde degli alberi fino a rischiarare le orme impresse nel terreno…

Oppure:

INT. CASA DI PAOLO,  CAMERA DI PAOLO – GIORNO

La luce dell’ultimo spicchio di sole amaranto entra silente dalla finestra aperta, tinge di viola il corpo nudo e glabro di Paolo, steso sul letto…

Potreste anche essere un po’ “furbi” e suggerire la luce di un momento della giornata attraverso i dialoghi dei personaggi, ad esempio potreste scrivere:

EXT. GIARDINO DELLA CASA DI LUCIA – GIORNO

L’altalena dondola con la spinta dei piedini di Lucia, ogni volta che si avvicina al terreno. La bimba ha gli occhi chiusi, i capelli volano al vento.

  MAMMA DI LUCIA
Lucia, vieni dentro, è quasi buio!

Come inserire un anno specifico

Se abbiamo bisogno di far sapere al lettore che ci troviamo in un anno ben specifico si aggiunge l’anno specifico dopo il tempo GIORNO o NOTTE tra due parentesi.

Ad esempio:

EXT. ROMA, COLOSSEO – GIORNO (1920)

L’uso di “PIÙ TARDI”o “POCO PIÙ TARDI”

Quando sostituire NOTTE o GIORNO con PIÙ TARDI o POCO PIÙ TARDI?

Quando una scena segue un’altra scena, il tempo non è cambiato,  e le scene si susseguono a distanza di poco tempo si può scrivere  PIÙ TARDI o POCO PIÙ TARDI invece di GIORNO o NOTTE, o meglio aggiungerli dopo GIORNO o  NOTTE, separati da questi con un trattino

La regola basilare in questo caso è che le due scene si devono svolgere proprio nello stesso luogo.

Questo è ciò che ha scritto John August nella sceneggiatura di “Big Fish”:

INT. BASEMENT STORAGE AREA – DAY

Scena seguente

INT. BASEMENT STORAGE AREA – LATER

L’uso di CONTINUOUS – in italiano CONTINUO

“CONTINUO” serve ad indicare che l’azione non si interrompe durante un’azione, ma il luogo cambia.

John August consiglia di usare il “CONTINUO” il meno possibile perché crea confusione per il lettore, è facile scordare in quale momento del giorno le scene si susseguono. Suggerisce di ripetere il tempo e poi mettere tra le parentesi CONTINUO, se proprio vogliamo indicare  che l’azione non si interrompe tra una scena e l’altra con cambiamento di luogo.

Ad esempio:

INT. APPARTAMENTO  DI MARIA, CUCINA – NOTTE

Maria prende la crostata sul tavolo e si dirige verso la porta. 

INT. APPARTAMENTO DI MARIA, SALA DA PRANZO – NOTTE (CONTINUO)

Maria poggia la crostata sul tavolo.

In questo caso l’azione non  si interrompe, ma passa da una stanza all’altra.

L’uso di STESSO MOMENTO – SAME

Questo modo di scrivere il tempo è sconsigliato da John August e anche da altri sceneggiatori conosciuti.

L’uso di STESSO MOMENTO, invece di NOTTE o GIORNO si può fare quando vogliamo far capire al lettore che le due scene scritte in sequenza, si svolgono nello stesso momento.

Perché è sconsigliato?

Perché potrebbe creare confusione per il lettore e perché al cinema non possiamo farle vedere insieme, saranno comunque montate in sequenza

Come fare allora?

Si dovrà, nelle righe di descrizione/azione, far sì che il lettore capisca che la scena si svolge nello stesso momento della scena precedente.

Sarà poi compito del regista passare questa informazione al pubblico.

Ad esempio si potrà scrivere.

INT. MUSEO DI ARTE MODERNA – GIORNO

Giovanni si ferma davanti all’immensa tela di un noto pittore contemporaneo…

EXT. GIARDINO DEL MUSEO DI ARTE MODERNA – GIORNO

Nel frattempo Giulia si aggira tra i monumenti antichi che ornano il famoso giardino

Come indicare il tempo se la scena si svolge nello spazio?

Nello spazio, se c’è la luce di un astro, si indicherà come GIORNO, mentre se la scena si svolge nell’oscurità si userà NOTTE.

Caso particolare

Per chi ama Tarantino, consiglio di leggere le sue sceneggiature, anche se non sempre seguono le regole formali, ma una scrittura “geniale” si può permettere di sgarrare.

In “Pulp Fiction” Tarantino vuole che il pubblico veda, all’inizio del film, Jules e Vincent da dentro il bagagliaio della macchina. Di fatto dice al regista (che è lui stesso, vero, e tanto di cappello per la sua precisione) di mettere la cinepresa nel bagagliaio. Di conseguenza l’intestazione di scena è:

INT. CHEVY (TRUNK) – MORNING

Se ricordate la scena in effetti, lo schermo è nero, il bagagliaio si apre e vediamo i due personaggi chinati sul bagagliaio, fuori dalla macchina.

Bene, credo di aver esaurito tutto ciò che si può dire sulle intestazioni di scena, nel caso trovaste in questi piccoli articoli delle lacune, vi pregherei di farmelo sapere e rimedierò al più presto!

Buon lavoro!

FADE OUT.

Claudia Marinelli

Claudia Marinelli è blogger, drammaturga, scrittrice di romanzi e sceneggiatrice di diversi corti tra cui il fortunato Un amato funerale regia di Luca Murri, con Milena Vukotic e fotografia di Daniele Ciprì. Ha imparato a scrivere sceneggiature con lo sceneggiatore americano Irv Bauer e in seguito con due corsi con Christine DeSmet presso l’Università del Wisconsin. Ha pubblicato due romanzi “950 49th Street Brooklyn, New York – uno spaccato d’America al femminile” e “La corsa e l’infinito”, romanzo di avventura e fantascienza, corredato da una piccola appendice di ricette fantascientifiche. È stata lettrice per case di produzione inglesi, per un sito americano per sceneggiatori e per un Festival di cinema.

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