Produzione

Come ho girato il mio film: storia di Shanda’s River

Continuiamo con la serie di interviste ad autori/produttori nobudget che possano essere di aiuto a chiunque voglia intraprendere un percorso simile. Parliamo di Shanda’s River, ultimo lavoro di Marco Rosson, e del suo processo produttivo.
  1. Ci puoi presentare il tuo progetto? Breve trama, cast tecnico/artistico, giorni di produzione, budget complessivo (compreso gratuità o tempo lavorativo non retribuito)

Shanda’s River è un piccolo progetto no budget, girato in nove giorni con soli 7500 euro. Il film racconta la storia di una professoressa di nome Emma (Margherita Remotti) che si reca a Voghera per studiare la storia di una strega morta nel 1400 che si chiamava Shanda (Marcella Braga). La strega fu annegata nel torrente che prende il suo nome: Shanda’s River. Durante questo viaggio Emma rimane intrappolata in un Loop temporale, dove ogni giorno è sempre uguale e ogni giorno viene brutalmente uccisa da questi personaggi chiamati i “cultisti” che le impediscono di scoprire il vero segreto che si nasconde dietro al potere di Shanda.
Il film è stato realizzato con un cast molto limitato, solo 5 attori, e una troupe di 10 persone. Per abbassare i costi di produzione abbiamo dovuto comprimere tante scene in pochi giorni di riprese, praticamente abbiamo girato 88 scene in 9 giorni.

  1. Cosa ti ha spinto ad intraprendere la realizzazione del film?

Prima di tutto una grande passione per il cinema.
Io e Giorgio Galbiati (il producer) volevamo realizzare un film insieme, abbiamo trovato una sceneggiatura che sembrava funzionare bene e ci siamo buttati su questo folle progetto. Sapevamo di non avere un grande budget a disposizione, ma il film con la storia che si ripeteva, con pochi attori quasi tutto in una location sembrava proprio fare al caso nostro.

  1. Quanto tempo fa hai cominciato a ideare il progetto e dopo quanto hai cominciato la produzione?

Nel 2016 dopo che abbiamo avuto una prima stesura della sceneggiatura, siamo partiti con la preparazione che è durata tre mesi. Dopo siamo partiti con le riprese vere e proprie. Le riprese del film sono state abbastanza complicate, visto anche la scarsità del Budget.
Per girare così tante scene in così poco tempo abbiamodovuto essere davvero veloci usando multi camere con paste diverse. Questo è stato un problema che abbiamo incontrato poi dopo in montaggio, dove abbiamo dovuto impegnare molto tempo a risolvere i problemi di continuità. Il montaggio e la color correction del film è durata quasi un anno. Diciamo che nel complesso per avere un prodotto finito abbiamo impiegato quasi un anno e mezzo.

  1. In che modo hai cercato/trovato risorse economiche e collaboratori per produrre il tuo lavoro?

Giorgio Galbiati dopo aver visto il mio primo film “New Order” era interessato a produrre un altro film. Da qui è nata una fantastica collaborazione con Giorgio che si è dimostrato essere anche un bravissimo montatore, visto i tre premi vinti con il montaggio di Shanda’s River. La direzione della fotografia è stata affidata a Luciano Baresi, storico direttore della fotografia di Milano. Per il resto della Troupe abbiamo recuperato tanti ragazzi appassionati di cinema qui nella zona di Pavia.

  1. Come hai creato la tua troupe? Se non erano amici, in che modo hai trovato e coinvolto gli estranei? Come li hai convinti sulla bontà del tuo progetto?

Abbiamo scelto un professionista per ogni ruolo principale e abbiamo preso dei ragazzi appassionati di cinema della zona per aiutarli. Trucco, Fotografia, operatore e musiche sono ruoli principali e abbiamo scelto ragazzi con tanti anni di esperienza.
Il cinema incanta e appassiona sempre tutti, non è cosi difficile trovare ragazzi che vogliono collaborare e dare una mano.
Per gli attori abbiamo fatto dei casting on line e mi sono affidato molto a Margherita Remotti per il ruolo principale, attrice che conoscevo già e con la quale avevo già lavorato sul mio primo film.

  1. Qual è l’errore n.1 che pensi di aver commesso durante l’intero processo produttivo e che oggi non ricommetteresti più?

Forse è stato proprio il tempo. Avevamo pochissimo tempo a disposizione per girare tutto. Conta che il solo dormire e mangiare per 15 persone ha un costo importante. Per abbattere questo costo abbiamo dovuto fare tutto in 9 giorni e forse questo è stato l’errore principale. Con più tempo a disposizione avrei potuto girare certe scene con più calma facendo meni errori. Sempre per lo stesso motivo molte scene violente / horror sono state girate di giorno, di notte avrebbero avuto una resa cinematografica molto diversa.

  1. Qual è il pubblico del tuo film? Come lo hai cercato? Come lo stai coinvolgendo o lo hai coinvolto?

Il nostro pubblico è composto da appassionati del genere Horror. Shanda si ispira molto ai film horror italiani classici degli anni 70 e 80 come Fulci, Bava, e Argento. All’interno del film ci sono molte piccole citazioni di classici e credo che questo sia piaciuto molto sia ai fan che ai Festival stranieri. I festival ci hanno dato un grande risalto: Shanda ha vinto 27 premi in festival internazionali e ha ricevuto quasi 40 official selection. Attraverso i social media stiamo cercando di coinvolgere sempre più persone condividendo premi vinti e proiezioni in giro per i festival.

  1. Quali sono le aspettative distributive che ti sei posto? Come hai programmato di ottenerle?

La distribuzione in questo paese è sempre una grande incognita. Nel dubbio ho girato tutto il film in lingua inglese per avere un prodotto internazionale. Girare in lingua inglese ci ha permesso di partecipare a molti festival stranieri e di trovare quasi subito una distribuzione in America e Canada dove il genere Horror funziona molto bene.
In Italia sapevamo che sarebbe stata dura, ma siamo stati fortunati e siamo riusciti a distribuire con Cine Museum che ha fatto un lavoro meraviglioso sul nostro film. Grazie a loro il film è disponibile in DVD, BLURAY e in una LIMITED EDITION davvero ben fatta. Successivamente il film è stato venduto anche in Giappone e Australia. Possiamo ritenerci davvero soddisfatti per il percorso distributivo del nostro piccolo film che è andato ben oltre ad ogni nostra aspettativa.

  1. Hai negoziato con Sales Agents o Distributori? Se sì, puoi raccontarci il tuo approccio e la tua esperienza diretta?

All’inizio abbiamo fatto tanto lavoro per contattare i vari distributori uno a uno. Tramite il sito IMDB abbiamo cercato contatti e indirizzi delle distribuzioni e abbiamo iniziato a mandare email a tutti con in allegato un link privato del film. Mi ricordo che un giorno abbiamo mandato quasi 200 email, e alla fine abbiamo trovato le distribuzioni nei paesi che ci interessavano, trattando direttamente noi con le loro.
Successivamente abbiamo affidato la distribuzione in alcuni paesi ad un Sales Agent, ed ha portato dei buoni risultati. Grazie al nostro Sales siamo stati al film market di Cannes dove abbiamo anche potuto proiettare il film in una sala privata. Questo ci ha aiutato molto per trovare nuovi compratori.

  1. Nell’approccio con un Sales o un Distributore, qual è un consiglio valido che daresti a un autore/produttore alla prima esperienza?

Come ti dicevo prima la distribuzione è sempre una grande incognita. Purtroppo siamo in un momento in cui le piccole distribuzioni non vogliono più guadagnare sulla vendita del tuo film, ma vogliono guadagnare direttamente sugli autori del film. Diciamo che non è troppo diverso dall’ambito musicale. Spesso un distributore straniero propone di fare un accordo con royalty (esempio 50 e 50 sui guadagni) ma solo dopo che loro ritornano in pari con le spese di distribuzione.
Ecco questa è una cosa su cui bisogna stare molto attenti, è importante fissare un tetto di spese massimo che il distributore può avere, e cosa ancora più importante deve essere scritto in maniera chiara sul contratto. Un’altra cosa molto importante per una distribuzione è guardare gli altri film che vengono distribuiti e come. Quando trovo una distribuzione nuova che mi interessa come prima cosa cerco sempre di contattare (tramite facebook o altri social media) gli autori dei film e chiedo come si sono trovati con quella distribuzione.

  1. Puoi nominare cinque consigli “molto pratici”, e per te fondamentali, da dare a chi sta per produrre un piccolo film?
  1. Affidarsi a un direttore della fotografia con esperienza.
  2. Girare in lingua inglese e doppiare dopo in italiano
  3. Usare DSLR con obbiettivi per avere una buona resa e costi ridotti.
  4. Cercate attori bravi e credibili.
  5. Non avere fretta nel vendere / cercare un distributore

Marco Rosson

Marco Rosson, classe 1984 di Voghera (PV), dopo aver frequentato la Civica Scuola di Cinema di Milano, esordisce alla regia con il cortometraggio Metastasi che riceve vari premi tra cui quello come miglior regista under 30.
Lavora in televisione come assistente alla regia per Endemol Italia e successivamente passa al cinema collaborando in diverse produzioni italiane (Catleya, Colorado, Alto Verbano ecc.)
Nel 2012 realizza il suo primo lungometraggio New Order con l'attore Franco Nero, che viene distribuito negli U.S.A e in Asia.
Nel 2014 gira un documentario sulla vinificazione in Oltrepò Pavese, Inside the wine, realizzato con il patrocinio del Consorzio Tutela vini Oltrepò Pavese.
Dopo aver passato gli ultimi anni realizzando spot pubblicitari e video musicali, nel 2016 ritorna al cinema con l’horror Shanda's River .

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